Tasse sugli immobili, è caos su pagamenti e detrazioni


17 aprile 2014

Nuovo balzo in avanti del fisco locale

Per la Tasi è rischio stangata

Le tasse sugli immobili edizione 2014 rischiano di generare una confusione senza precedenti, a partire dalle sigle incomprensibili delle imposte sul mattone.

Mentre è ancora buio su quanto cittadini e imprenditori dovranno versare nei prossimi mesi tra Tasi, Tari e Imu, si apre finalmente uno spiraglio su quando dovranno effettuare almeno due dei tre versamenti.

Accogliendo una proposta avanzata da Confartigianato e Rete Imprese Italia, la Commissione Bilancio e Finanze della Camera, ha allineato le scadenze della Tasi con quelle dell’IMU: 16 giugno la prima rata di acconto, 16 dicembre il saldo, con possibilità di pagamento in una sola rata a scelta del contribuente.

Restano ancora da definire le scadenze della Tari, la tassa sui rifiuti che da quest’anno sostituisce la Tares, che saranno determinate dai Comuni in date che potrebbero essere diverse da quelle delle due imposte sugli immobili.

Fugate le principali incertezze relative al calendario dei pagamenti, cittadini e imprenditori attendono di sapere quanto dovranno sborsare il 16 giugno tra Tasi e Imu, un calcolo per il momento impossibile.

I comuni, infatti, hanno la facoltà di modificare le aliquote base delle due gabelle, sia per l’abitazione principale sia per gli altri immobili, in aumento o in diminuzione. Il termine ultimo per assumere le delibere era fissato per il 30 aprile, ma solo un numero esiguo di municipi, circa il 10%, ha finora risposto.

Per uscire dallo stallo, la Commissione Bilancio e Finanze della Camera ha accolto con modifiche una proposta di Rete Imprese Italia valida solo per questo primo anno di applicazione. Nei comuni che non pubblicheranno le aliquote entro il 31 maggio, i conteggi saranno effettuati sull’aliquota dell’1 per mille per gli immobili diversi dalle abitazioni principali; il conguaglio avverrà in sede di saldo a dicembre, sulla base di aliquote e detrazioni nel frattempo deliberate.

Con un ulteriore intervento la Commissione è intervenuta anche sulle abitazioni principali: il versamento dell’imposta scatta al 16 dicembre, salvo che i comuni non abbiano pubblicato sul sito del federalismo fiscale la delibera entro l’ultimo giorno di maggio.

Risolto un problema se ne apre un altro: per effettuare conteggi e versamenti di Imu e Tasi, operatori e imprenditori avranno a disposizione solo 16 giorni. Troppo pochi, denuncia Rete Imprese Italia, per evitare errori con il rischio di pesanti sanzioni.

L’Ufficio studi di Confartigianato ha cercato di capire quale sarà l’impatto della Tasi sulle casse aziendali, simulando l’applicazione di tre diverse aliquote da parte dei comuni. Con l’aliquota base dell’1 per mille il prelievo sugli immobili produttivi aumenta di 623 milioni, con un’aliquota intermedia dell’1,6 per mille la maggior tassazione supera il miliardo di euro e con l’aliquota massima l’impatto sarebbe di 1miliardo 304 milioni.

L’Ufficio studi confederale, insieme all’osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia e l’Ufficio studi di Confartigianato Vicenza, ha poi esaminato l’impatto della Tasi su sette profili di piccole imprese. Con l’Imu al 9,5 per mille e Tasi al massimo, aumenti fino al 21,7% per parrucchieri, panifici, imprese di software e ristoranti e del 16,4% per imprese manifatturiere con capannoni, autofficine e falegnamerie.

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