Mattia Dal Cason

Tragedia Bologna, appello Prefetto Sondrio: Confartigianato Trasporti disponibile al confronto

Mattia Dal Cason
Mattia Dal Cason

L’appello del Prefetto di Sondrio, Confartigianato Trasporti apprezza e disponibile al confronto. Rispetto delle regole e cultura della sicurezza  

Dopo la grave tragedia di Bologna, che purtroppo  rimarrà tristemente negli annali, si sono letti e sentiti numerosi commenti a volte frettolosi e non supportati da una corretta informazione; i trasporti stradali in regime di ADR in Italia sono fra i più sicuri fra le diverse modalità di trasporto.

Si pensi, ad esempio, ai fatti accaduti pochi anni fa’ alla stazione di Viareggio; ecco perché sbaglia chi crede che sia preferibile trasportare merci pericolose su ferrovia perché dimentica o non si concentra su due aspetti basilari per limitare i rischi: essere lontani dalle persone e frazionare il rischio. Le linee ferroviarie attraversano i centri abitati e i convogli possono raggiungere i 400 metri di vagoni adibiti al trasporto di merci pericolose.

Sicuramente quanto accaduto a Bologna deve comunque indurre ogni soggetto ad una riflessione: le regole ci sono già e vanno e potremmo affermare sono rispettate. Purtroppo in alcuni casi l’errore umano, il malore, la tragica fatalità non sono prevedibili, ciononostante ben vengano gli inviti e le sollecitazioni a ridurre al massimo tali fenomeni;  bene ha fatto il Prefetto di Sondrio Dr. Giuseppe Scalia a richiamare l’attenzione di tutti dimostrando ancora una volta la sua sensibilità e la sua attenzione verso questi temi e a raccomandare il massimo rispetto delle regole.

Su questi aspetti le associazioni sono in prima linea e impegnate specie quelle che rappresentano le piccole imprese nelle quali i titolari e i soci stessi vivono direttamente e di persona sulla “strada” e quindi conoscono i limiti, le regole e i rischi per chi viaggia. Occorre veramente una sforzo generale di tutti per rimettere al centro alcuni concetti fra cui in particolare il giusto e doveroso messaggio che “quando si guida si deve guidare e basta” e questo deve valere per tutti.

Il mestiere del trasportatore è delicato e la formazione è essenziale ma accanto a questo occorre investire ed incentivare l’utilizzo di nuovi veicoli con dispositivi di sicurezza di ultima generazione come ad esempio i sistemi di frenatura automatica che, davanti a un ostacolo a 70 metri bloccano il Tir. Oppure con l’assordante allarme sonoro che strilla appena un mezzo oltrepassa la riga di mezzeria, a destra o a sinistra senza aver messo la freccia.

I nostri autisti sono costantemente informati e  formati ma, purtroppo, i nostri appelli a una formazione più pratica e meno teorica spesso sono rimasti inascoltati. Occorre aggiungere che spesso  si noleggiano mezzi e autisti, ad esempio dell’Est dove, diciamo, i patentini sono più facilmente reperibili, costano meno rispetto ai colleghi italiani e spesso sono disponibili a guidare per  molte ore di fila offrendo un dumping umano; anche per questo è fondamentale la lotta al cabotaggio abusivo e al distacco transazionale illegale.

Infine va fatta anche una considerazione complessiva sull’utilizzo di carburanti puliti ma altamente pericolosi (metano liquido) mettendo sulla bilancia “sicurezza” e “rispetto dell’ambiente” e occorrono  incentivi mirati per la sostituzione di vecchi mezzi con altri più sicuri.

Le associazioni e le loro imprese hanno fatto della sicurezza un punto fermo della propria azione e in ogni occasione la disponibilità al confronto è piena e convinta. I tavoli di confronto a livello regionale e nazionale sono necessari e solo da un sereno confronto fra gestori/proprietari delle infrastrutture e Autorità Pubbliche è possibile individuare tutti gli strumenti anche per prevedere se utile e necessario ulteriori limiti (fasce orarie di circolazione più stringenti, geolocalizzazione, etc.).

 

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