Un appello alle amministrazioni pubbliche – Opportunità per il territorio e per le imprese nella filiera bosco-legno

Le priorità e il parere del presidente della categoria Legno Francesco Gianoncelli

Da tempo in provincia si è aperto un confronto in ordine all’utilizzo e alla valorizzazione del legname locale. Non sono mancati progetti, analisi e spunti interessanti. La Camera di Commercio è tornata ad affrontare il tema di recente ed alcune utili indicazioni potranno arrivare anche dall’Alps benchmarking avviato dallo stesso ente camerale. Un tema che resta però complesso e che coinvolge un settore rilevante per l’economia provinciale. Le piccole e medie imprese artigiane che operano in questo settore sono quasi 500 per un numero complessivo di addetti pari a circa 15000. Nel colloquio con Francesco Gianoncelli alla guida della categoria Legno di Confartigianato Imprese Sondrio emergono le priorità e alcune indicazioni che potranno risultare  utili al confronto nell’interesse del territorio e delle imprese.

Quali sono le priorità di cui tener conto nell’affrontare il tema della filiera bosco-legno nella nostra realtà?

Alla base di tutto è necessaria la realizzazione di infrastrutture, strade tagliafuoco e piste, per raggiungere con mezzi idonei le zone di taglio altrimenti molte delle possibili azioni rischiano di rimanere sulla carta. Dove queste piste esistono, i tagli nonostante le difficoltà burocratiche vengono già eseguiti. Occorre razionalizzare le risorse ed evitare ad esempio contributi eccessivamente parcellizzati o per piccoli lotti. Occorre invece unire le forze, concentrare le risorse e destinarle alla realizzazione di queste infrastrutture e questo è il messaggio forte per le amministrazioni  pubbliche preposte (comuni, comunità montane, provincia e regione). Un dato su tutti : da noi si usa il 10% mentre in realtà si arriva anche al 95%. Possiamo darci degli obiettivi almeno intermedi?

Secondo lei quali sono le priorità di cui tener conto nell’affrontare questo tema?

Snellire la parte burocratica per richieste e concessioni, velocizzare le autorizzazioni  come  già avviene nelle zone a noi limitrofe a cui per necessità le aziende attualmente sono costrette a rivolgersi. E’ necessario prolungare i periodi di taglio, ad ora molto ristretti , in modo da garantire un approvvigionamento di materiale costante alle aziende. Senza tale continuità in tutti i periodi dell’anno le imprese saranno comunque costrette a recuperare il materiale fuori zona dove questi vincoli sono meno restrittivi. Per fugare taluni dubbi val la pena ricordare che il bosco e la fauna  locale  non ne risentono  assolutamente, anzi ne traggono giovamento per la continua e costante cura.

Francesco Gianoncelli

Quali caratteristiche ha il prodotto locale ?

Il prodotto locale che se ne ricaverebbe per oltre la metà ha una qualità piuttosto mediocre esteticamente ma con ottime qualità meccaniche ed adatto alla carpenteria da costruzione. La restante parte è di buona qualità ed adatta alle falegnamerie. Sarebbe un’ottima possibilità per le aziende  della nostra provincia poter avere questo materiale. Quella piccola quantità di buona qualità troverebbe facile impiego nelle falegnamerie per la costruzione di  manufatti di pregio, mentre la grossa parte di qualità mediocre  potrebbe essere impiegata  nelle parti strutturali delle costruzioni. Penso ad esempio alle case ad alta efficienza energetica (a basso consumo) che in provincia vengono già realizzate ma con materiali acquistati fuori provincia con un aggravio economico legato alle spese di trasporto e alla cui realizzazione partecipano risorse umane non locali.

Quali altre opportunità potrebbe generare ?

Si potrebbe ipotizzare – se incentivata adeguatamente – anche la formazione di  una rete  di imprese in grado – con la garanzia dell’approvvigionamento costante di materiale – di produrre questi  prodotti prefiniti per la costruzione di case a basso impatto ambientale praticamente a  “km 0” .

La conservazione non ossessiva e l’ utilizzo razionale e controllato del patrimonio  boschivo locale creerebbe in questi momenti critici spazi per nuovo lavoro e occupazione.

E gli scarti della lavorazione ?

Gli scarti derivanti dai tagli potrebbero alimentare gli impianti di teleriscaldamento della provincia eliminando gli approvvigionamenti dalle zone distanti come avviene in parte oggi.

Secondo lei il nostro territorio è pronto a cogliere tali opportunità ?

Non è facile rispondere a questa domanda. Una cosa però è certa. La nostra è una regione di montagna e il patrimonio boschivo non può certo riguardare solo gli addetti ai lavori.

Occorre sensibilizzare e portare a conoscenza di una larga fetta di popolazione come va  coltivato e curato un bosco. Non credo di esagerare se dico che taluni insegnamenti andrebbero impartiti  già nelle scuole. Occorre far capire che  tagliare e controllare la ricrescita di un bosco non vuol dire  “maltrattare” l’ambiente naturale ma significa al contrario valorizzare il patrimonio boschivo.

Una valorizzazione che va a vantaggio sia della popolazione locale che dei turisti.

Non solo ma teniamo conto che una corretta manutenzione del bosco si traduce in una protezione  da calamità naturali come neve, vento, smottamenti e anche dai parassiti che spesso colpiscono il bosco in agonia. C’è un ciclo di vita anche per la vegetazione ; se al termine non viene rimpiazzato il bosco rischia di morire e questo non è sinonimo di rispetto della natura. Questo purtroppo è ciò che accade sempre più spesso da noi.

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